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Ritrovare il Potere delle vite passate PDF Stampa E-mail
Ritrovare il Potere delle vite passate
Un viaggio con Rowland Barkley
di Bonnie
Febbraio 23, 1990

Noi eravamo seduti tranquillamente nella luce soffusa e filtrata dal fumo della saggezza che pervadeva tutto il soggiorno, la spaziosa stanza dove ci trovavamo,illuminata dal fuoco del caminetto e riscaldata dal suo calore e dalla sua luce che purificava la nostra energia.

“Trova dove si trova il blocco nel tuo corpo, lui mi ha detto”.

Le mie spalle. Gli ho risposto. Più precisamente un punto della spina dorsale posto 5 millimetri sotto la nuca all’interno delle vertebre cervicali.

“Prendi la giusta direzione. Focalizzati in questo punto Che sensazioni hai?” Rowland sa benissimo che “vedere” bene queste cose non è il mio forte. Impressioni, pensieri, storie, si ma in questo momento il tutto non si manifesta in modo chiaro.

Qui c’é un coltello o una freccia, gli ho detto. Questo si trova in profondità dentro di me.

“Come é finito lì? Qual’é il motivo, la ragione segreta di ciò?”

Ho iniziato a vedere un campo pieno di indiani,tende circondate e attaccate dalla cavalleria e dagli indiani. Ho visto me stesso prima a cavallo, poi accasciato al suolo ferita da una freccia piombata proprio in mezzo alla schiena. In questa condizione stavo attendendo stoicamente la morte, sentendo la punta del dardo penetrarmi crudelmente attraverso le carni e avvertendo il bisogno impellente di rimuoverlo dal mio corpo Infatti, ho provato in tutti i modi possibili ad estrarlo, nonostante il fatto che si fosse conficcato all’interno delle ossa puntando e trafiggendo un legamento.

Ho sentito il rumore delle ossa spezzate e dolori su dolori cogliermi repentinamente, ho visto il mio sangue copioso fuoriuscire dal corpo bagnando la terra. Ho visto il dardo dividersi in due parti : una volare fuori con impeto, l’altra rimanere attaccata saldamente al mio corpo quasi unita ai tessuti. Così era chiaro che ero riuscita solo in parte a rimuovere quel corpo estraneo dal mio corpo. Ciò che era rimasto bruciava. Lo sento chiaramente: questo brucia! Potevo morire dissanguata o soffocata dal mio stesso sangue che zampillando come una fontana ostruiva il polmone destro. Ho visto il mio corpo interamente nella polvere , apparire indistinguibile dal terriccio del sacro suolo e così in identificabile da parte di eventuali sopravvissuti alla battaglia. Sono dunque ritornata alla madre terra. Sono salva!

Rowland mi ha chiesto di vedere questo evento con i miei stessi occhi ancora e ancora. L’attacco sembrava giunto inaspettato, all’improvviso come un fulmine a ciel sereno. Io molto probabilmente sono stata un vecchio indiano o una vecchia Indiana non combattente già rassegnata in attesa che sopraggiungesse la morte. Allora lui mi ha chiesto di vedere in faccia l’uomo che mi ha ucciso. In quel preciso momento ho visto l’accidentale scoperta del campo da parte del capitano della cavalleria nemica uscito in avanscoperta, l’ho visto mentire spudoratamente a proposito della sua vera identità e sulle sue reali intenzioni, ho visto il caldo sangue rosso dei giovani soldati sgorgare a fiumi durante il combattimento, il campo delle donne, vecchi e bambini rimasto quasi completamente indifeso per l’assenza degli uomini partiti per una battuta di caccia. Quindi, forse era necessario stare in silenzio, e non dire una parola per impedire all’infido e malvagio capitano della cavalleria nemica di comprendere la situazione? Sembra proprio di si.

Rowland, allora, mi ha chiesto di osservare l’evento dal punto di vita della Madre Terra. Ho visto il sangue e l’energia dei mie compagni nutrire la terra madre. Noi tutti siamo figli della madre terra ma siamo figli snaturati indegni di avere tale madre.

La madre terra è ferita dalla nostra negligenza nel prenderci cura di lei,offesa dalla disonestà e dalla mancanza di onore degli uomini che la vilipendono continuamente. Lui mi ha detto: “Guarda questo dal punto di vista della tua propria essenza questa parte del tuo spirito che è sopra tutto e aldilà del tempo”.

Ah, ah. Questa è veramente una visione diversa della vicenda. Io sapevo che si stava avvicinando la cavalleria nemica. Infatti, avevo avuto una premonizione a questo proposito. E nonostante ciò ha mancato nell’avvisare il campo del pericolo. Perché? La ragione é che io avevo avuto una terribile visione del futuro. Il futuro sembrava essere terribile. Ho visto questo nei miei sogni, non c’era alcuna ragione valida per sopravvivere. Dunque, meglio morire ora. Questa non è stata ancora la mia decisione, tuttavia mi sono arrogata il diritto di fare questa scelta scellerata. Uno schema di vita precostituito (pattern)? Si. Un retaggio del profondo passato,portato avanti di generazione in generazione dalla prima volta della sua comparsa migliaia di anni fa.

“Vai in questa vita passata.” Lui mi disse. L’energia della stanza tutta intorno a me crebbe enormemente.

Ho visto me stessa nelle vesti di un vecchio profeta nel momento in cui stava avendo una tremenda premonizione: un’imminente eruzione vulcanica . La gente stava morendo, la terra stava bruciando, tutto scompariva di fronte ai miei occhi: la Morte regnava dappertutto incontrastata. Io ho visto: sono stata bruciata dalla colpa di non aver ancora una volta avvisato le persone del grande disastro che stava incombendo su di loro come una spada di Damocle. Avrei potuto salvarli avvisandoli ma non l’ho fatto.

Come mi sono arrogato il diritto di decidere al posto di Dio? La mia colpa è stata nient’altro che l’ovvia conseguenza della mia arroganza dovuta all’accollo di una responsabilità, riguardo ad eventi che in ogni caso non avrei potuto cambiare, che non mi competeva minimamente. Infatti qui c’è solo un debole uomo vecchio e decrepito.

“Quale parte di te ti ha lasciato?” Mi chiese allora Rowland.

In quel momento ho visto un uomo giovane e bello con occhi scintillanti, dal suo sguardo cosi’ luminoso e radioso si capiva che era un portavoce di autentica pace e di gioia da parte di uno spazio puro ed incontaminato sito aldilà delle profondità del tempo. Il giovane uomo fu pronto a ritornare nel suo legittimo corpo, ed il risultato fu che l’uomo vecchio superasse la sua paura ed accettasse il dono divino della profezia.

Infatti il giovane uomo era chiaro e luminoso come appare chiaro che noi abbiamo il dovere di utilizzare doni che ci da il Creatore. Lui infatti non può vivere in una sua creatura che rifiuti le sue grazie diretta emanazione della sua presenza e del suo potere. Lui non può stare in un luogo che non sia sacro. “Porta la parte dell’anima nel profeta”, disse Rowland. L’uomo vecchio tremava. La paura lo/mi paralizzava. “Accetti il dono della Profezia? ” Ciò sembrava essere impossibile, dopo che per lunghissimo tempo questo era stato considerato solo una maledizione. Lentamente il giovane uomo si avvicinò a quello anziano standogli vicino senza muoversi guardandolo negli occhi intensamente con i suoi luminosi occhi blu sorridendo e dimostrandosi pacifico e gentile.

Il giovane uomo ha toccato quello anziano, dapprima sulle braccia, poi sulle spalle. Standogli sempre vicino, seguendolo quasi alla stregua di un corteggiatore tanto era gentile, squisito ed amabile. Presto sembrò che l’uomo giovane fosse tutto intorno all’uomo più anziano stretti insieme in un caloroso abbraccio entrambi avvolti da una grande ed intensa luce che li illuminava vividamente di un bagliore quasi divino mentre loro si guardavano dritto negli occhi quasi guardassero in uno specchio; in quel preciso momento l’uomo anziano ha fatto un respiro profondo e lento e come d’incanto ha perso tutti segni e gli acciacchi della vecchiaia tornando giovane in un baleno. A questo punto noi ci siamo concessi una pausa ristoratrice.

Dopo un po’ di tempo abbiamo ripreso il lavoro e Rowland ha detto: “Lascia la parte dell’anima con il profeta e prendi il potere che ti appartiene,il dono della profezia è qui ora, giunto attraverso le pieghe del tempo”. La paura mi ha paralizzato.Il dono della profezia? Per me? Ora? Ma chi lo voleva? Io ho pensato tra me e me. Proprio ora, con tutte le sofferenze che stava patendo il pianeta Terra, l’organismo vivente di cui tutti noi facciamo parte, il cui cuore appare straziato da mille tormenti frutto della negligenza e della disonestà del genere umano, e con la nefasta prospettiva di molti altri mali simili aldilà da venire.

Ma ricordare e valorizzare i propri doni é terribilmente importante. Ricordati la parabola dei 10 Talenti .Noi abbiamo i nostri poteri non per seppellirli sotto un cumulo di terra ma per utilizzarli e svilupparli. Ciò che Dio ci ha donato ce l’ha dato per una ragione ben precisa e noi siamo chiamati a realizzare il suo disegno. Ho finalmente lasciato andare ogni resistenza e ho atteso in silenzio che si compisse il mio destino. Dopo aver guardato cosa mi riservava il futuro, Rowland disse: “Dopo aver attraversato lo spazio profondo tu ora ti trovi nel luogo sito aldilà del tempo, questa verità non mi è mai stata così chiara prima d’ora—prendi con te il dono della profezia”. Lentamente Io potevo sentire questo all’interno del mio corpo stava propagandosi a ritmo lento ma serrato, cellula per cellula in tutte le parti di esso. Questo processo durò finché dalla testa ai piedi Io ero entrata in perfetta risonanza con tale energia che pulsava e turbinava tutta attorno a me.

«Ora lentamente apri i tuoi occhi e guarda questo posto dal luogo dove tu sei ora».

Gradualmente per alcuni minuti che mi sono sembrati delle ore, io ho aperto un po’ i miei occhi piano piano a fessura. In quel mentre ho avuto consapevolezza di tutti gli schemi di vita sia della luce che delle tenebre appartenenti a quel luogo, sembrava che la luce della candela fosse sospesa nel vuoto avulsa dal tempo e dallo spazio.
“Non ho mai visto niente di simile prima d’ora” ,disse Rowland. “Infatti, quando si incrementa il livello di energia tutto intorno io di solito non riesco a vedere le persone, ora invece riesco a vedere chiaramente il tuo viso splendere bello e radioso nella luce”.

Mi sono sentita straordinariamente pura come un perfetto cristallo, meravigliosamente allineato e sintonizzato con la luce. Il mio corpo ha iniziato a tremare, e investita da quest’ altissima frequenza energetica ho iniziato a vibrare vistosamente ed il mio corpo seguiva questo ritmo. Piano piano sono ritornata all’interno della stanza allo stato cosciente. In seguito abbiamo fatto un’altra pausa, bevendo insieme una tazza di tè.

Quando il flusso energetico di Rowland mi investì , avevo tanta voglia di piangere. Allora le lacrime sgorgarono spontaneamente dai miei occhi. La sensazione che ebbi fu travolgente, avvertii il mio corpo risuonare a lungo come un organo in chiesa, profondamente scosso come da un terremoto ma totalmente immerso nella quiete e nell’oscurità.
In quel preciso momento ho detto a me stessa: “Io accetto il dono della profezia, Io accetto il dono della profezia, Io accetto il dono della profezia. Ancora,ancora di più finché questo non diventi la mia realtà”.

Subito dopo ho guardato in direzione di Rowland e l’ho visto sotto molteplici aspetti. Il passato? Il futuro? Il presente? Ho percepito, attraverso le ere, in tutta la sua forza e in tutta la sua pienezza la sua sensibilità profondamente ed intimamente connessa in modo avventuroso con le energie fisiche della natura, straordinariamente piena e pregna dell’amore universale, in accordo perfetto e formidabile con la concezione della vita come una avventura unica e straordinaria. “Il giovane Francesco d’Assisi prima della rivelazione? Il giovane John sulla

Croce? Il giovane Rowland Barkley?”.

“Tu avrai presto una profonda esperienza religiosa”, Ho detto a Rowland. “Che cosa pensi che proverò ora?” Lui mi rispose.


Più tardi noi abbiamo a lungo parlato di questo. Io gli ho descritto minuziosamente l’immagine che mi era apparsa. Era chiaro che in essa fossero inclusi tutti gli aspetti mentali e spirituali intimamente legati al potere che lui aveva ricevuto da Dio. La sua straordinaria e divina creatività si esprimeva in tutta la sua potenza, permettendogli di volare in alto attraverso tutti i piani della creazione e fare in modo eccellente il suo lavoro sciamanico. Così lui ha creato la sua vita ad immagine e somiglianza della divina ed armoniosa musica di un pianoforte ben accordato e suonato da un autentico maestro. Lui mi ha detto: “Sicuro, è proprio cosi’!”. “Il divino maestro di piano suona il suo strumento planando con le dita sulla tastiera ,creando delle onde di energia pura che diventano motivi musicali antichi o moderni a seconda delle esigenze, in un perfetto movimento armonico in familiare e lirica sintonia con il ritmo dell’universo.

E’ vero o non è vero noi occultiamo il nostro proprio potere solo per la paura di abusarne e così creare per le nostre esistenze un Karma negativo? Conosco moltissime persone in questo mondo che fanno questo chiudendosi, reprimendosi, chinando in basso in modo rassegnato le proprie teste e amando la sensazione d’impotenza e di pesante torpore che si ha quando si ha paura e si rinuncia ad agire.

Per Rowland qui c’è da fare molto di più: per liberarsi da queste catene bisogna riuscire ad esprimere pienamente la propria parte creativa. A questo proposito la prima cosa da fare é porre molta attenzione e focalizzarsi seriamente sugli aspetti fisici ed emozionali della questione. Ho provato a descrivergli un’immagine che avevo appena visto: “Un giovane bucaniere, Douglas Fairbanks, amante del suo corpo e de i piaceri materiali e fisici della vita, dotato di un carattere rabbioso ed esuberante che si esprimeva in ogni istante della sua vita e spesso esplodeva in una grande e fragorosa risata che aveva il potere di sdrammatizzare e ridicolizzare tutto”.

Ciò che avevo visto era esattamente quello che Rowland intendeva.

Poi noi abbiamo a lungo discusso a proposito del dono della profezia.

“Perché di questi tempi uno dovrebbe desiderare di diventare un profeta?” Io gli ho chiesto.

“Le profezie notoriamente falliscono il loro obiettivo in tempi difficili e caotici come il nostro. I profeti possono confondere gli venti posti sul piano di una realtà non ordinaria con quelli che invece si manifestano sulla realtà ordinaria”. Lui mi ha risposto.

Questo perché alcune predizioni di eventi fisici non si concretizzano ma comunque sia avere la capacità di vedere cosa si staglia all’orizzonte è molto importante perché permette di acquisire consapevolezza su avvenimenti che non si sono ancora verificati dando la possibilità concreta di cambiarli.
Il trucco per riuscire a fare questo gioco é di essere profeta non solo in ambito meramente fisico ma anche sul piano spirituale. Questa visione realmente olistica della profezia può realmente permettere alle persone di conoscere ciò che sta per capitare sulla Terra, il grande imminente cambiamento che porterà a una purificazione e a ringiovanimento della Terra stessa in un straordinario movimento di rinnovamento cosmico. Dunque si riaffermerà con forza il principio di unità originario: La Morte non è la fine. Noi siamo tutti esseri divini, creati ad immagine e somiglianza di Dio, e fatti della sua stessa sostanza: immutabili, immortali, imprigionati solo dalle nostre credenze e dai limiti che ci poniamo.

Quando noi abbandoniamo i nostri corpi, noi lasciamo solo una forma. In questa fase particolare prima di reincarnarci nuovamente e continuare il nostro percorso di crescita possiamo venire imprigionati da alcune strutture del nostro pensiero ma noi non abbiamo bisogno di ciò. Infatti,come i nani nella stalla descritti da C.S. Lewis, noi ci troviamo seduti nell’oscurità e timorosi di uscire all’aria aperta proprio nel mezzo di un campo di fiori costantemente baciato dalla luce del sole benedetta dall’immenso Amore di Aslan, il leone, Il Creatore che ci chiede di avere il coraggio di fare tale passo e di avere il coraggio di essere noi stessi ancora e ancora per tutto l’arco dell’eternità. Il “no” a questa richiesta segna la il predominio della paura. Invece il “si” da l’entusiastico consenso a continuare senza alcun timore la grande avventura dell’esistenza.

I began seeing a camp of plains Indians, tepees circled, being attacked by cavalry and Indians. I saw myself first mounted, then later, seated, taking the arrow at point blank range in the back. Sitting there stoically, waiting for death. Feeling the tip go in, feeling it had to come out, I insisted that it be pulled out, despite the fact that it tore bone, ligament.

The clack of bone fragments, the pain beyond pain, my blood watering the earth. The arrow was gone yet it was still there. It been coated with something, so that its physical removal did not fully remove it from my body. It burned. It burns. I bled to death or died from strangulation as my right lung filled with blood from the wound. I saw my body as dust, not needing disposition by the survivors, simply becoming dust indistinguishable from other dust on the sacred ground. I had returned to the mother. I was safe.

He asked me to look at the event through my own eyes again and again. It seemed the attack was unprovoked and uncalled for. I was non-combatant, perhaps an old man or old woman. Sitting, resigned. He asked me to play it from the eyes of the man who had killed me. I saw the accidental discovery of the camp by the Indian guide of the cavalry troop, the lying about who we were and our intentions in being there, the hot blood of the young soldiers spoiling for a fight, the camp of women, children and the old, with the men mostly gone for hunting. Did I need to be silenced to protect the cavalry captain from learning we were only there for the hunting? It seemed so.

Rowland asked me to look at the event from the viewpoint of Mother Earth. Blood, energies feed the mother. We are all children of the mother. But dishonesty is no part of the mother.

The mother is hurt by the neglect of her, the failure to honor her ways, the dishonesty. Look at it from the point of view of your essence -- that part of your spirit that is above and beyond time.

Aha. This was a different view. I had known of the approaching cavalry. I was wise, a visionary. And I failed to warn the camp. Why? I had seen terrible visions of the future. The future would be so bad, I knew from my visions, there was no point in living. Better to die now. Yet this was not my decision, though I arrogated it to myself. A pattern? Yes. A pattern from the deep past, from lifetimes and lifetimes. And from one lifetime thousands of years ago.

Go to that lifetime, he said. The energy in the room, circling around me, grew thick.

I saw myself as an old prophet, once again foreseeing disaster, this time a volcanic eruption. People were dying, the land was burning, disappearing before my eyes. Death was everywhere. I watched. I burned with the guilt of again not warning the people of the impending disaster I knew would come. Yet as I watched, I could see that nothing I could have said would have made a difference.

How had I arrogated to myself the power of God? My guilt was nothing more nor less than a product of my arrogance -- taking responsibility for things I could not change. There I stood, a broken old man.

What part of you has left, Rowland asked?

I saw then a beautiful young man with clear eyes that could see forever, a man waiting peacefully in a clear space beyond time. The young man was ready to return and always had been. It was the old man who was fearful of accepting the gift of prophecy. The young man was clear, so clear, that we have a duty to the Creator to use our gifts. He could not live in a life where the gifts were not used, where the power was shut down. He could not walk in a way that is not sacred.

Bring the soul part in to the prophet, Rowland said. The old man trembled. Fear gripped him/me. Accept the gift of prophecy? It seemed unthinkable, after so long, so very long, believing the gift was a curse. Slowly, the young man came up to the old man. Standing close, not moving. Looking into the old man's eyes with those clear, blue eyes. Smiling, peaceful, gentle.

The young man touched the old man, first on the arm, then the shoulder. He stood closer, moved to the side, the back. It was like a courtship, so exquisite so gentle, so respectful. Soon it seemed the young man was all around the old man. Glowing, larger than life, all around him. The old man began to glow and soon the young man was looking out of the eyes of the old man. The old man breathed deeply, slowly, and was no longer so old, but ageless. We rested.

Leave the soul part with the prophet, Rowland said, and bring the power, the gift of prophecy forward, not through time, but up to the point of no time and then down into present time. Fear gripped me. The gift of prophecy? For me? Now? Who wants it, I thought. Especially now with such suffering on the planet and in the heart of the earth itself, in this great, living organism of which we are a part. And more, much more of the same to come.

But remember the gifts. Remember the parable of the 10 talents. We are given powers and gifts not to bury them, but to use them. It is our God-given duty to use them. I let go the resistance and waited. Rowland watched. Then he said: from the space you are in now--the point of no time, it seemed to me--bring in the gift of prophecy. Slowly I could feel it enter my body, moving down slowly cell by cell to each part, until finally from head to toe I was buzzing with this energy. The energy pulsed and swirled around me.

Now open your eyes, slowly, and see this place from the place where you are now. Gradually over several minutes, hours it seemed, I opened my eyes to slits. I noticed the patterns of light and shadow in the room, the candle light, yet it seemed as though time had stopped. Nothing seemed changed from when I had gone into trance yet everything had changed. The perception was new. But time had stopped.

I've never seen this before, said Rowland. When there is this much energy around, I am not usually able to see people, yet I can see your face clearly in the energy and it is radiant and beautiful.

I felt utterly clear, like a flawless crystal, so aligned, so filled with light. My body began to tremble, but in such a high frequency it was like a buzzing, yet it was trembling. Slowly, slowly, I returned to the room in conscious awareness A sip of tea.

When your gaze touches me., Rowland said, I want to cry. Tears come to my eyes. The feeling is overwhelming. my body hummed, shook, quietly, invisibly.

I had been saying to myself. I accept the gift of prophecy. I accept the gift of prophecy. I accept the gift of prophecy. Over and over again. until it became real.

I looked at Rowland. I saw him differently, a past? A future? A present? The same sensitivity, yet more enthralled with the physical, adventurous, brimming with the love of life, going forth with confident step on life's great adventure--the young Francis of Assisi, before revelation? The young John of the Cross? The young Rowland Barkley?

You will have a deep, religious experience soon, I said to Rowland. What do you think I'm having now, he said?

Later we talked. The picture began to fill in and I told him more of what I saw. The mental and spiritual aspects are already brimming with power. The creative is expressed in the shamanic work and in Rowland's soaring piano creations. He makes his living as a piano tuner, he tells me. Sure. This man whose fingers fly over the keyboard, weaving ancient and modern themes, at once familiar and strange, yet powerful, lyrical, moving.

Do we hide from power for fear we will abuse it and create bad karma? How many people I know who do this, cruising, throttled back, keeping their heads down. Loving the attention that comes with standing out. Fearing it utterly.

For Rowland, there is much more to be done with the creative side. But first, the physical and emotional aspects need attention. I tried to describe the image of him I had seen: a young buccaneer, a Douglas Fairbanks. Loving life physically, with his body. Angry exuberantly in one moment, then exploding into laughter at the ridiculousness of it all. This is what awaits him.

He can see it coming.

We talked about the gift of prophecy. Why would anyone want to be a prophet in these times, I asked? Prophecies are notoriously faulty in troubled times. Prophets may confuse events in non-ordinary reality with those in ordinary reality, he said. That is why some of the predictions of physical events fail to pan out. But also, once people know what is looming on the horizon, their awareness can change the events. What would have happened had people not been aware, doesn't happen for the very reason they are aware.

The trick, then, is not to be a prophet in merely the physical, but in the spiritual. Letting people know that what the Earth will be going through is a cleansing, a purification, for the Earth's own sweet rejuvenation. No cause for despair. Death is not death. We are all divine, fashioned in the image of God and of the stuff of God. Changeless, immortal, imprisoned only by our own concepts of our limitations.

When we leave these bodies, we leave only the form. We can still remained trapped by our thought-forms after passing over, but we need not. Like the dwarves in the stable whom C.S. Lewis describes seated in darkness and fear in the middle of a sunwashed field of flowers, watched with Love by the great Aslan, the lion, the Creator, who asks us again and again to be all that we can be. A "no" comes from fear. A "yes" signals another step in the letting go of that fear.

 

 
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